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Quarto appuntamento I venerdì dell’arte a Cividale > la pulsione creativa < di Domenico Ghin ed Enzo Stella

Quarto appuntamento con i “venerdì dell’arte”  a Cividale
la pulsione creativa

Domenico Ghin ed Enzo Stella sono i protagonisti del quarto appuntamento con i “Venerdì dell’arte”, la rassegna di “vernici” curata dal gruppo culturale Formae Mentis di Udine alla Casa delle Arti di Cividale del Friuli, in via San Francesco, 10.

Il 2 settembre alle 19.30, dunque, sarà inaugurata “La pulsione creativa”, un visionario sodalizio tra due artisti che amano definirsi fuori dai binari consueti, fuori dagli schemi, dalle caselle e dai dettami accademici. Di più: fuori dalla figura stessa, fuori da questa dimensione nell’ambizioso tentativo di superare la nostra consistenza rappresentando forme sospese, al di là dei limiti mentali, spaziali e temporali. Quelle di Ghin e Stella le potremmo vedere come opere “in stallo” nel cosmo, creazioni squisitamente contemporanee dove la pulsione è l’urgenza di trasformare l’intuizione in espressione originale e libera. Una “pretesa di nuova verità” attraverso un processo di revisione del linguaggio, e riappropriazione. Personalissima la tematizzazione dei significati culturali in un mondo globalizzato e contraddittorio, dove l’artista, in questo caso gli artisti Stella e Ghin, danno ancora prova di un grande potenziale immaginario, visioni sopravvissuto alla “fine dell’arte” riuscendo ancora a trasmettere che tutto è possibile.

Presenterà l’evento il critico d’arte, Giuseppe Raffaelli.

La mostra è visitabile nei giorni 2, 3,4, 9, 10, 11 settembre dalle 17.30 alle 19.30

I venerdì dell’arte – Enzo E. Mari

APPARENZA acrilici tessuti dripping rilievo

venerdì 29 luglio  prosegue
alla Casa delle Arti in Corte San Francesco 10
a Cividale del Friuli
la rassegna “I Venerdì dell’Arte”
organizzati da Formae Mentis
con la mostra di Enzo E. Mari
“Veronica” .

Inaugurazione venerdì 29 luglio 2016 ore 19.00
presentazione a cura del prof. Giuseppe Raffaelli

per la serata l’attore Francesco Cevaro
leggerà una poetica di Gibran, che ben si accosta tra le opere dell’artista.

La mostra sarà visitabile il 29-30-31 luglio e 5-6-7 agosto dalle ore 17.30 alle 19.30

ingresso libero

I Venerdì dell’arte Bondarenko & Fantini

venerdi-bondarenko-fantini

Bondarenko e Fantini in mostra a Cividale
L’esperienza del vuoto che ci accoglie
Continua nella città Ducale la rassegna culturale “I Venerdì dell’Arte”. Il 19 si inaugura il progetto di due artisti che sperimentano il senso dell’esistere.

E’ con successo che proseguono gli appuntamenti con i “Venerdì dell’arte”, la rassegna ideata dall’Associazione Culturale “Formae Mentis” di Udine e allestita alla “Casa delle Arti”, in Corte San Francesco, 10 a Cividale del Friuli.
Dopo il successo della personale del fotografo Davide Degano, alla città Ducale è ora il turno di una coppia singolare e di carattere: la pittrice e poetessa, Natalia Bondarenko, e lo sculture Livio Fantini. A partire dal giorno dell’inaugurazione (ma le opere sono visibili già dal 19) venerdì 22 luglio alle 19, fino al 25, il pubblico potrà confrontarsi con un’esperienza inedita: quel pieno del vuoto che ci accoglie. La presenza dell’assenza.
C’è nelle opere della Bondarenko e di Fantini, un filo conduttore. E non a caso l’accoppiata è vincente. Entrambi ci propongono “a brutto muso” concetti dai quali si tende fuggire, ma che in realtà sono una risposta salvifica, o per lo meno onesta al senso della vita. Qualcuno ha così sintetizzato la scultura di Fantini: “Il vuoto si relaziona con il pieno, si struttura e si organizza in forma autonoma in un processo di rielaborazione in cui la materia è protagonista quale espressione intima della natura stessa. Forme pulite, quasi minimali, libere dal bisogno di dover rappresentare per forza qualcosa, lisce come se il tempo stesso le avesse levigate”. Ma il vuoto ha anche una natura ambigua, è il nostro baratro, rappresenta la crisi. Del vuoto abbiamo paura, e ci ostiniamo a riempirlo di significati. Eppure dovremmo trovare il coraggio di abbandonarci ad esso, poiché potrebbe presentarci un’altra via. E qui il senso della crisi, che altro non è che morire per rinascere. E le stesse paure le affronta la Bondarenko, cinica ma soltanto all’apparenza, e capace, attraverso le sue icone astratte, a sperimentare l’ignoto: nuovi colori, nuove forme, nuove tecniche. Un’impresa apparentemente ambiziosa, ma che ci riporta ancora una volta all’abbandono, dove tutto scorre e passa. Poiché, forse, così come nati dal silenzio, noi siamo proprio la presenza dell’assenza, siamo eternamente temporanei, operosamente inutili. E, in questo, meravigliosamente divini.
Lucia Burello

I Venerdì dell’arte – Davide Degano

L’Associazione culturale “Formae Mentis”  gruppo di ricerca artistico culturale del Friuli Venezia Giulia diretto da Giuseppe Raffaelli, ha programmato durante i venerdì dell’anno, fino al 16 dicembre l’inaugurazione di mostre arricchite e impreziosite da ulteriori collaborazioni e contaminazioni artistiche.

Il primo evento venerdì 8 luglio 2016 alle ore 18,
degano
presso la Casa delle Arti in Corte San Francesco, 10 a Cividale del Friuli con l’ inaugurazione della mostra personale di Davide Degano

“In the streets”  una serie di immagini dove la realtà viene offerta sotto nuovi e inaspettati punti d’osservazione.

dal 8 al 18 luglio 2016
dalle 10.30 – 13.30
17.00 – 20.00
Ingresso libero

“In the streets”

Le immagini di Davide Degano caratterizzate dall’umanità e sensibilità che contraddistingue tutto il suo lavoro offrono la possibilità di guardare con uno sguardo più profondo coloro che rappresentano emozioni e storie e nell’espressione dei loro volti cogliere un segnale di vita, scoprire tra i solchi delle rughe l’intima identità del personaggio. Nel taglio delle inquadrature troviamo sia un impegno documentale sia l’esigenza di rispondere ad una personale necessità di valori assoluti. I ritratti ambientati non lo hanno però appagato e così ha pensato di chiedere un supporto alla fisiognomica, disciplina empatica che deduce i caratteri spirituali degli individui specialmente dai tratti del loro volto. L’artista invita il visitatore a trovare lo spazio per immaginare il carattere del soggetto ritratto partendo da una chiave interpretativa che è quell’ambito ridotto e spietato del primo piano dove l’espressione concentra i suoi segnali più intensi. Un obiettivo sull’uomo, involucro di sentimenti. Un’ansia interiore. Un ritorno alle origini. Una luce che si proietta verso nuovi orizzonti. Creature che si fondono nello scatto e sono la rappresentazione di una sensibilità divenuta fattore primario. La realtà che ci viene presentata è quella appena fuori dalla porta, passeggiando per le strade, parlando con uno sconosciuto. E’ un momento che deve essere goduto come attimo irripetibile. Per Degano le persone sono la fonte dell’ispirazione. A lui piace osservarle nelle attività quotidiane, vedere come vivono, connettersi con loro. E’ affascinato da come vite diverse possano intrecciarsi in una medesima trama che è l’obiettivo della sua macchina fotografica. Sorprendente la vastità della gamma di sfumature che si possono cogliere in uno stesso spazio limitato. E scoprire che se anche si proviene da luoghi diversi o si ha un colore della pelle differente siamo tutti, nella stessa misura, esseri umani. “In the streeets” è documentata la bellezza di questi momenti di umanità. Essi rappresentano la vita così com’è dando voce a chi altrimenti verrebbe lasciato indietro. Non siamo soli. C’è sempre qualcuno che testimonia la nostra lotta per esistere. Il messaggio che ci viene trasmesso è che qualcosa di speciale sta accadendo di fronte a noi. A parlare sono gli occhi che ci svelano ricordi che il tempo non ha potuto cancellare. Scavano nel profondo e fanno emergere la luce dell’anima.

L’immagine prima di uscire dalla Casa delle Arti mi ha riportato alla mente un celebre film di Bergman “Il settimo sigillo”. La morte che giocava a scacchi col cavaliere è la figura all’estrema sinistra che rivolge il suo freddo sguardo verso gli altri personaggi presenti. Sui loro volti si leggono le paure, le colpe ed i rimorsi per l’approssimarsi di una fine a cui nessuno può sottrarsi.

Davide Degano è riuscito a farci capire come anche la fotografia possa essere elemento insostituibile dell’arte e l’artista il custode di una conoscenza dove progetto e realtà hanno trovato il loro compimento.

Prof. Giuseppe Raffaelli